Piero e la “pizza ricca Calabrese”

Piero ha una vita piuttosto pettinata, senza incidenti di percorso, e con una famiglia al limite del prototipo di una serie televisiva Americana. La moglie Silvia, si muove come una suora che passeggia sotto le arcate di un santuario, mentre lava, cucina e stira. Lui porta a casa la pagnotta, e finge di essere un uomo… casa, lavoro e chiesa.

Unico pezzo che manca al quadretto idilliaco? Un figlio normale!
Onestamente, quello che hanno è un po’ troppo originale e viziato, e spero per l’umanità che non riescano a riprodursi ancora.

Qualcosa però cambia nella vita di Piero e Silvia …

Stamattina, ritornando a casa dopo aver passato tutta la notte tra mignotte e travestiti, Piero si è fermato davanti un vicolo non lontano dal domicilio di famiglia, dove ha visto stranamente parcheggiata la macchina della moglie. Incuriosito, scende dall’auto e si avvicina a piedi. Una volta giunto davanti la macchina della moglie, si rende conto che seduto al posto di guida, stravaccato, c’è l’operaio rumeno che da qualche mese sta facendo dei lavori di muratura a casa del cognato. L’operaio ha i pantaloni abbassati, e la moglie Silvia, seduta sul sedile passeggero, si sporge generosamente sul ragazzone rumeno, sbattendo energicamente il capo sul pantalone mancante.

Piero va su tutte le furie… urla, si incazza, apre la porta della macchina e minaccia la moglie. Il ragazzo rumeno, che evidentemente non ha ancora finito il comodo suo, si incazza a sua volta, scende dall’auto, si tira sù i pantaloni, si avvicina a Piero e lo prende violentemente a pugni. Silvia non calma la scena, anzi, mentre il muratore sferra i colpi su Piero, lei lo insulta chiamandolo “coglione impotente”.

Finite le percosse sul povero Piero, i due improbabili amanti lo lasciano per terra e lo invitano a non rompere i coglioni. Silvia decide di finire il lavoretto iniziato all’aitante operaio, e lo fa sotto gli occhi del marito, restando seduta in macchina, a gambe aperte, e con il suo bel muratore rumeno in piedi davanti a lei.

Piero adesso è davanti il citofono di casa mia, ha l’aria scossa, un occhio nero, la camicia strappata. È evidentemente sotto shock, sparlotta confusamente, ogni tanto ridacchia e urla “pizza ricca Calabrese” … la scena è surreale, e il delirio della “pizza ricca Calabrese” dà un colpo di adrenalina al mio cinismo che non mi aiuta a trattenere una sincera risata.

Sapevo che prima o poi qualcosa del genere doveva accadere, anche se non immaginavo vederlo un giorno in questo stato. Sono molti mesi che ho allontanato lui e la moglie, soprattutto da quando ho capito che tutta la loro perfezione finiva nella perversione degli scambi di coppia che facevano con Mauro e sua moglie. Poker tra amici dal bocchino facile, che accompagnavano solo i loro goffi fantasmi. Non sono certo un bacchettone che giudica, ma riconosco bene due coglioni sessualmente repressi che giocano a fare gli scambisti, da due persone sessualmente libere.

Giocare alla coppia liberale, non è uguale ad essere liberi. Due deficienti simili, non saranno mai liberi, e con la falsa libertà della quale si sono fregiati, sono solo diventati… un confuso maiale sposato ad un troione da combattimento.

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