CitySex and Social : Cappuccetto Rosso, affitta una casa in città … ed è a caccia del lupo depresso!

Superiore, non depressa, e libera da pregiudizi? … Magari!!!
Cari amici BreadCrumbers, posso capire bene che molti di voi, guardando la foto, accetterebbero volentieri di essere il lupoTappeto. Molti lo fanno! Ma attenzione! … lupoTappeto è morto e non sta’ godendo di nessuno dei privilegi che hanno aggredito il vostro testosterone.

Breve introduzione di “CitySex and Social”
Prima di entrare nel vivo di questa nuova rubrica a puntate, vorrei spiegarvi brevemente l’obiettivo di questa raccolta di appunti, che dà il via a questo mini-dossier settimanale che ho deciso di battezzare con il nome di CitySex and Social. È un lavoro molto serio, figlio di un lungo viaggio nel modo dei “social-meet”, o “incontri social” se preferite la quasi-traduzione.

Per dare forma e realizzare CitySex and Social, mi sono dovuto allontanare dal mio progetto iniziale di blog ed editoria. Dopo tanto lavoro, finalmente, potrò riprendere il tutto, aggiungendo questa interessante rubrica al mio blog, frutto di un reportage che ha per obbiettivo quello di scoprire cosa c’è dietro i social media degli incontri, che da qualche anno, tra siti web ed applicazioni, dilagano nelle vite di molti cuori solitari, malati compulsivi di sesso, ed anche gente in cerca semplicemente di una soluzione per scopare gratis.

L’inspirazione la devo a Gianluca (Roma), che dopo avermi presentato un centinaio di sue bizzarre contendenti che aveva conosciuto su Meetic, mi ha messo nell’obbligo intellettuale di capire meglio il fenomeno, e rispondere ad alcune domande che tutti si fanno, ed alle quali le risposte serie e ponderate sono davvero poche. In molti casi, l’assenza di riposte serie risponde ad ovvi motivi di “protezione dell’interesse commerciale” di questi ormai giganti economici, in alcuni casi, addirittura, quotati in borsa.

Le domande sono semplici:

  • Ma con le web e le app di incontri si può rimorchiare?
  • Quanto si rimorchia?
  • Posso trovarci l’anima gemella?
  • I profili sono veri o falsi?
  • Rischio truffe e raggiri?
  • Come proteggo la mia privacy?
  • etc. etc.

Per parlarne con cognizione di causa, negli ultimi 12 mesi, ho sperimentato in prima persona i siti di incontri delle maggiori piattaforme, il tutto su 4 città europee.

Più precisamente, ho usato:

… il tutto su:

  • Londra,
  • Parigi,
  • Milano,
  • Roma.

IMPORTANTE: Per la privacy di chi ho conosciuto, luoghi e nomi, sono mescolati e travisati garantendo l’irriconoscibilità dei personaggi narrati.

Di tanto in tanto, vi proporrò un aggiornamento della tabella che segue, sempre e quando delle variazioni significative ne abbiano giustificato una revisione.  L’obiettivo é quello di arrivare ad una valutazione finale ponderata. (Attenzione i voti sono espressi secondo valori coerenti all’analisi):

Quindi, per il momento, queste le valutazioni di partenza, sulla base di un primo periodo di due mesi :

Piattaforma

Voto per autenticità dei profili

Voto per incontri con persone equilibrate mentalmente (ovvero, no depresse, e/o in piena sofferenza esistenziale)

Rischio Truffa e/o raggiri

Commenti e note

Voto Globale

Meetic

90/100

 

 

 

0/100

Badoo

60/100

 

 

 

0/100

Lovoo

2/100

0

90/100

Assolutamente inutile

0/100

Tinder

20/100

2/100

0/100

Faccio prima ad andare in un cocktail bar notturno.

0/100

Gleeden

5/100

2/100

5/100

Assolutamente inutile

Macchina commerciale, basata sul principio di falsi scambi con profili troll che incitano l’acquisto di crediti per parlare con il “nulla”

0/100

MeetMe

0/100

0/100

100/100

Assolutamente inutile

0/100

Twoo

0/100

0/100

100/100

Assolutamente inutile

0/100

Happn

5/100

0/100

90/100

Assolutamente inutile

0/100

Secret

0/100

0/100

100/100

Assolutamente inutile

0/100

AnonymousDating

0/100

0/100

100/100

Assolutamente inutile

0/100

Magnet

0/100

0/100

100/100

Assolutamente inutile

0/100

Line

Non analizzabile

Non analizzabile

Non analizzabile

Applicazione di chat, quindi usata anche per dating, ma non paragonabile con le altre

0/100

Snapchat

Non analizzabile

Non analizzabile

Non analizzabile

Applicazione di chat, quindi usata anche per dating, ma non paragonabile con le altre

0/100

Da questa prima tabella, avrete capito, che solo due piattaforme di quelle utilizzate, sembrano meritare di essere studiate per capire meglio il fenomeno. Per non fare torto a nessuna piattaforma, seguiamo l’andamento settimanale, partendo con un voto 0 su 100 per tutte, ed annoteremo in tabella le evoluzioni, senza tralasciare le evoluzioni stesse della tabella, quando le informazioni diventeranno più interessanti.

Cappuccetto Rosso, affitta una casa in città … ed è a caccia del lupo depresso!


Parigi, maggio 2017

Diciamoci la verità, all’inizio ti immagini che la foto del profilo è magari un po’ datata, e ti prepari quindi a non avere sorprese, ridimensionando le tue aspettative. Non dico che all’appuntamento cerchi sua nonna, ma non cerchi certo quel sorriso smagliante sulle cosce abbronzate appena coperte dalla mini gonna molto estiva, e poco pratica per chi vive a Parigi.

Con un po’ di rassegnazione, immagini semplicemente, che una donna Parigina, intorno ai 40 anni, decide di non mettere la sua ultima foto a meno che non sia una gnocca stratosferica e fotogenica. Certo, nel caso della gnocca stratosferica, un difetto nascosto è quasi obbligatorio, o ti chiede i soldi o prende psicofarmaci… ma questo è un altro discorso!

Annabelle, mi dà appuntamento in una brasserie del sedicesimo municipio di Parigi, non lontano dal Trocadero. Posto banale, e frequentato da molti turisti e pochi residenti. Qualche battuta nei messaggi che precedono l’incontro, ma niente di erotico che lasci pensare ad un appuntamento per una sveltina di fine giornata. Quando arrivo, Annabelle mi nota subito dalla targa italiana della mia macchina, che parcheggio in doppia fila proprio come avrei fatto davanti un caffè nel centro di Roma. Scendendo dalla macchina, mi avvio verso la brasserie cercando tra le tante donne sole che sembrano tutte attendere qualcuno. Forse ho saltato la lettura sui locali consigliati da Meetic per il primo incontro, e questo sembra davvero un posto per incontri occasionali. Annabelle evita astutamente gli scambi di persona, e senza lasciarmi cercare troppo, si avvicina subito e mi saluta.

Lasciando che il caso faccia il suo lavoro, ci sediamo e la metto subito a suo agio, con un fare naturale che solo un amico di vecchia data potrebbe avere. Evidentemente, il suo viso si rilassa e lei apprezza molto l’atmosfera del caffè che stiamo per ordinare.

Annabelle, è una bella signora sui 38 anni. Viso stanco e provato, con un fragile equilibrio nel suo sorriso. Certo, come primo incontro sembro molto più fortunato di Gianluca. Lui al primo appuntamento si è visto presentare un cesso rocker, infermiera di un paesino dei castelli Romani, che, senza preavviso, con due schiaffoni al tavolino del bar, gli ha spiegato in maniera concreta cos’è il pallino del sadomaso.

Con Annabelle, senza schiaffi, ci scambiamo qualche banalità sulla Francia e l’Italia, su Parigi e Roma, il tempo, il mare… e poi lei apre il discorso su Meetic. Sembra quasi volermi giustificare la sua presenza sul social network. Allora, senza agitarla, le faccio capire che se avessi un pregiudizio sul mezzo, non potrei essere seduto allo stesso tavolo. Banale e vero. Quindi, poco importa se cerca marito o sesso, intanto ha trovato un caffè e quattro chiacchiere. Lei si rilassa ancora, e questo le permette di passare dal caffè alla birra, io evidentemente non la lascio bere da sola.

Non ascolto tutto quello che dice, parla troppo e spesso facendo nomi di persone che neanche conosco. Ha un’esistenza piuttosto impegnata. Un buon lavoro, figli, divorziata. Una vita avviata ed occupata tra obblighi di famiglia e viaggi vacanze. Teoricamente nella norma, fino a quando non comincia a parlare del suo ex marito. Annabelle non trattiene le lacrime, e passa al momento emotivo che normalmente dovrebbe avere davanti il suo analista se ne ha uno. Forse l’ho rilassata troppo!

Non me la sento di svelare ad Annabelle il motivo di questo appuntamento, e non desidero neanche che lei costruisca nella sua testa quello che il “concetto” Meetic ha possibilmente seminato nelle sue aspettative. Decido quindi di passare delle ore ad ascoltarla, per farla liberare di un po’ di quel fardello che l’ha portata fin qui.

Malgrado la scena, c’è però qualcosa che non mi convince. Sembra più astuta di quello che posso percepire, ed il mio istinto mi dice, che se tutta quella sofferenza o delusione è vera, Cappuccetto Rosso cerca il Lupo per vendicarsi. Mentre penso di non includere Annabelle nella mia analisi, lei si tira su i capelli, e con fare naturale mi dice:

«Sai da quanto tempo non faccio sesso? »
«Non saprei»
«Sei mesi»
«Complimenti! »
«E tu? »
«Onestamente lo faccio spesso»
«Troie? »
«Non nel senso commerciale del termine»
«Giovani? »
«Quanto basta perché non siano mia nonna»

… lei ride !

«Hai una bella testa»
«Sembra detto da un boia, sei sicura che la birra ti fa bene? »

… lei ride ancora !

«Ti devo assolutamente scopare! Ti va? »
«No… perché non accetto caramelle, passaggi in macchina e sesso da sconosciute. Me lo ha detto Mamma»
«Ah … la Mamma… voi Italiani siete mammoni. Se vuoi stasera ti allatto io»
«Allettante l’allattamento, ma avresti dovuto chiedermelo, prima di aver bevuto»

… lei ride ancora !

«Perché non approfitti di me ? della mia fragilità ? »
«Perché ci stai mettendo un nascosto sentimento di bisogno di aiuto e vendetta che minaccia la mia tranquillità. Dovrai trovarti un’altra preda de massacrare»
«Mi giudichi male! »
«Non giudico mai … ma sono attento»
«Amici ? »
«Certo ! »

… e così dicendo tiriamo su la pinta di birra per brindare.

Verso ora di cena, riesco abilmente a congedarmi da Annabelle, senza che lei lo senta come un abbandono. Per tacito e silenzioso consenso, ci scambiamo i numeri di telefono, e tutti e due sappiamo che sarà possibile riprendere un caffè insieme, come possono fare due vecchi amici.

Tornando a casa, rifletto sul come dovrò organizzare il prossimo appuntamento, e mi rendo conto che é molto importante scegliere meglio il target.

Copyright foto: Alexander Shadrin ©123RF.com 

Imprenditore Olandese di 69 anni, chiede ad un tribunale di toglierli vent’anni all’anagrafe.

Al giornale De TelegraafEmile Ratelband, un olandese di 69 anni, ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a chiedere al tribunale di Arnhem, a sud-est di Amsterdam, di spostare in avanti la sua data di nascita all’anagrafe, di ben vent’anni, dall’11 marzo 1949 all’11 marzo 1969.

Il signor Ratelband sostiene che se oggi si può cambiare il nome, e si può cambiare anche sesso, sarebbe logico poter cambiare anche l’età. A 69 anni i limiti sono molti, ed alcuni discriminanti, mentre, scontanto 20 anni all’anagrafe, e risultando quindi un 49enne a tutti gli effetti, Il signor Ratelband potrebbe comprare una nuova casa, cambiare macchina, e continuare a lavorare fino alla sua nuova età pensionabile.

Ottimi argomenti, anche se in realtà, la molla scatta quando il signor Ratelband si rende conto che su Tinder basta dire di avere 69 anni per non ricevere più nessuna risposta. Da questa esperienza, si convince che quando ne avrà 49, ufficialmente, con la faccia che ha, sarà in una posizione di lusso. Per preparare al meglio la sua richiesta, il signor Ratelband, ha allegato anche delle prove mediche. A seguito di un check-up in un centro specializzato, può allegare una certificazione dove si attesta un’età biologica di 45 anni. Prove che non bastano secondo Enrico Pugliese, professore emerito di sociologia del lavoro all’università La Sapienza di Roma, intervistato da Vanityfair Italia.

Il professor Pugliese spiega che la distanza dalla morte varia da soggetto a soggetto. il signor Ratelband può legittimamente dire che a 70 anni ne dimostra 50, ma questo solo perché la gente invecchia a età diverse. È importante però capire che la certificazione medica attesta l’aspettativa di vita e non l’età anagrafica. Accettare un simile paradigma, ci porterebbe a dover accettare anche il suo contrario, per cui, una persona giovane, ma molto malata, potrebbe chiedere la pensione di vecchiaia, perché con un’aspettativa di vita inferiore al signor Ratelband.

Il lungimirante professor Enrico Pugliese, fa notare che la discriminazione in base all’età, anche nota come age discrimination, è un fenomeno sempre esistito ed è sempre stato oggetto di discussione. Esistono molti casi arrivati fino ai tribunali, come quello di un docente californiano ottantenne che ha vinto contro l’Università che lo voleva mandare in pensione. Il professore vinse la causa perché dimostrò che fino al giorno prima aveva insegnato senza nessuna lamentela da parte degli studenti. In questo caso si può dunque parlare ed accettare il concetto di age discrimination, sarebbe però più complicato accettarlo nel caso Olandese.

Sesso e cuore: in vagina c’è una spia della salute cardiovascolare

Trovata la spia che collega sesso e malattie cardiache. Nel clitoride è stato scoperto un nuovo parametro che permetterebbe di rilevare eventuali

SESSO e cuore: un forte legame non solo sul piano sentimentale, ma anche su quello della salute. Il benessere sessuale, infatti, è una spia delle condizioni metaboliche e cardiovascolari. Per gli uomini, un problema di disfunzione erettile può indicare una malattia cardiaca nascosta. Ma, per le donne, c’è una spia simile? Sembrerebbe di sì e a suggerirlo è Carmine Gazzaruso – responsabile del Servizio di diabetologia e malattie endocrino-metaboliche dell’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano (Pavia) – che ha scoperto un nuovo parametro per studiare la sessualità e il rischio cardiovascolare nelle donne. Lo studio, pubblicato sulla rivista Endocrine, International Journal of Basic and Clinical Endocrinology, aveva lo scopo di individuare un indicatore affidabile per la valutazione dell’ossigenazione del clitoride.

Già nel 2004 Gazzaruso aveva osservato la correlazione, nell’uomo, tra problemi sessuali legati alla mancata erezione e patologie cardiovascolari occulte. Così, partendo dall’ipotesi che anche nella donna possa esistere una correlazione simile, l’idea di Gazzaruso è quella di posizionare un elettrodo – un piccolo sensore di solito usato per i neonati – sul clitoride. Obiettivo? Valutare esattamente la quantità di ossigeno che vi arriva. “Il primo passo, essenziale, è quello di stabilire quale sia il valore normale dell’ossigenazione clitoridea e l’influenza che i diversi valori di ossigeno possono avere sulla salute sessuale, metabolica e cardiovascolare femminile” afferma il dottor Gazzaruso. L’ipotesi è che ci sia un collegamento tra la difficoltà ad avere rapporti sessuali, a causa di un’anomala vascolarizzazione del clitoride, e la presenza di patologie cardiovascolari, esattamente come accade nell’uomo.

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Cambia sesso e diventa uomo, ma si pente: “Ho sbagliato, voglio tornare indietro”

È la storia di Debbie Karemer che dopo le violenze sessuali subite dal padre decise di cambiare sesso. Più tardi il pentimento.

Quando era una ragazzina, appena 14enne, venne violentata dal padre: un trauma enorme che ha portato Debbie a voler rifiutare quel corpo, per evitare di essere violata ancora. “Non ero un trans, ma una donna che soffriva del disturbo da stress post traumatico. Mi rendo conto che desideravo non avere una vagina per scongiurare il rischio di essere violentata” spiega lei stessa al Mirror.

“In quel momento ho sentito che fosse la cosa più giusta da fare, ma mi sento una donna, non sono destinato a essere un uomo e ora sono intrappolata. È un disastro completo…”.

E ora? Farà marcia indietro: è in attesa di sottoporsi a un nuovo intervento che la farà tornare donna, ma non sarà affatto facile. Debbie, infatti, ha subito una mastectomia bilaterale all’età di 45 anni e nel 2004 le sono state rimosse le ovaie, l’utero e anche le tube di Falloppio. Inoltre, i medici hanno creato un pene artificiale e una protesi testicolare.

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Atti osceni di attitudini perbene

Ancora un altro articolo sulla parità dei sessi ? No ! L’immagine inganna, a dimostrazione che non tutto quello che vediamo, che facciamo, e che diamo a vedere, è necessariamente cosi scontato da essere capito senza farsi qualche domandina.

Mi sono chiesto tante volte, se quella persona o quella famiglia erano un buon modello. Lo facciamo in preadolescenza con i parenti, e da adolescenti con i famosi dello showbiz. La storia si ripete senza fine, e continuiamo ad applicare modelli su modelli, creandone nuovi, che in realtà sono poco nuovi, ma piuttosto stupide e goffe elaborazioni di nuovi credo senza senso.

Eppure, nell’istinto c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno. Se sapessimo capire e dare vita alla natura di quello che siamo, saremmo sicuramente meno ridicoli, e potremmo vivere una vita molto più semplice e felice, senza che questa sia immorale. Un grande Salemme, in un famoso monologo, dice più o meno : … è solo un caso che sia il mio dogma e non il tuo ad essere caduto !

Dogma, ecco cosa ci frega, il dogma. Dogmaticamente, e contro natura, siamo diventati i borghesi che siamo, frutto dei nostri stessi modelli autoimposti. Modelli imperfetti, perché umani, e come tali nati da un’analisi limitata alla poca esperienza evolutiva. E‘ cosi, migliaia di anni di progresso dell’umanità, ci rende schiavi delle frustrazioni, insoddisfazioni, e dei sensi di infelicità, che colmiamo con modelli di forzata borghesia che dovrebbe curare l’anima con la soddisfazione di aver fatto bene l’esercizio collettivo.

E se, pur rispettando le regole collettive del vivere civicamente insieme, fossimo noi stessi, senza modelli unici ? E se, l’istinto fosse più brillante del modello ? E se, i modelli fossero una isterica miscela di tecniche per non affrontare chi siamo realmente ? E se, l’oscenità fosse nel modello ?

Siete davvero sicuri, che la vostra vita, monogama, socialmente stabile, e caritatevole, sia reale ?

Credo che; sposare una sola donna, senza che sia la sola; ricevere i sorrisi e le approvazioni di chi è in continua concorrenza con voi; o dare un euro al semaforo al malcapitato di turno… non fa di voi delle persone migliori, ma solo le vittime della terapia del non accettarsi per non sentire il peso della rinuncia alla vita che vi vibra accanto.

Quelli che pensano di aver capito tutto, saranno indignati, dicendo : Che stronzo ! A loro rispondo … Si! … Stronzo e libero di aver capito; che un bambino che ti vomita addosso, merita sostegno e soccorso, ma non per questo posso dire che essendo mio figlio sono pronto a farmi vomitare addosso tutte le volte che lo desidera. Una moglie che non è più innamorata delle vibrazioni vissute ai “primi” incontri, è una compagna che non vibra più e non fa’ vibrare, forse riaccadrà o forse no. Una donna sensuale, o semplicemente femminile, mi alza il testosterone, e la ringrazio di farmi sentire vivo. Al semaforo, di solito, penso ai cazzi miei, ed in parte, facendolo, contribuisco all’elaborazione di quelle personali azioni e strategie, che potrebbero permettermi di vincere la sfida della gara ad eliminazione alla quale la società mi sottomette.

Quindi, Si! … Stronzo e libero di esserlo per vivere pienamente, successi e sconfitte, emozioni e traguardi, di una vita priva dei modelli che non mi appartengono.