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Ancora un altro articolo sulla parità dei sessi ? No ! L’immagine inganna, a dimostrazione che non tutto quello che vediamo, che facciamo, e che diamo a vedere, è necessariamente cosi scontato da essere capito senza farsi qualche domandina.

Mi sono chiesto tante volte, se quella persona o quella famiglia erano un buon modello. Lo facciamo in preadolescenza con i parenti, e da adolescenti con i famosi dello showbiz. La storia si ripete senza fine, e continuiamo ad applicare modelli su modelli, creandone nuovi, che in realtà sono poco nuovi, ma piuttosto stupide e goffe elaborazioni di nuovi credo senza senso.

Eppure, nell’istinto c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno. Se sapessimo capire e dare vita alla natura di quello che siamo, saremmo sicuramente meno ridicoli, e potremmo vivere una vita molto più semplice e felice, senza che questa sia immorale. Un grande Salemme, in un famoso monologo, dice più o meno : … è solo un caso che sia il mio dogma e non il tuo ad essere caduto !

Dogma, ecco cosa ci frega, il dogma. Dogmaticamente, e contro natura, siamo diventati i borghesi che siamo, frutto dei nostri stessi modelli autoimposti. Modelli imperfetti, perché umani, e come tali nati da un’analisi limitata alla poca esperienza evolutiva. E‘ cosi, migliaia di anni di progresso dell’umanità, ci rende schiavi delle frustrazioni, insoddisfazioni, e dei sensi di infelicità, che colmiamo con modelli di forzata borghesia che dovrebbe curare l’anima con la soddisfazione di aver fatto bene l’esercizio collettivo.

E se, pur rispettando le regole collettive del vivere civicamente insieme, fossimo noi stessi, senza modelli unici ? E se, l’istinto fosse più brillante del modello ? E se, i modelli fossero una isterica miscela di tecniche per non affrontare chi siamo realmente ? E se, l’oscenità fosse nel modello ?

Siete davvero sicuri, che la vostra vita, monogama, socialmente stabile, e caritatevole, sia reale ?

Credo che; sposare una sola donna, senza che sia la sola; ricevere i sorrisi e le approvazioni di chi è in continua concorrenza con voi; o dare un euro al semaforo al malcapitato di turno… non fa di voi delle persone migliori, ma solo le vittime della terapia del non accettarsi per non sentire il peso della rinuncia alla vita che vi vibra accanto.

Quelli che pensano di aver capito tutto, saranno indignati, dicendo : Che stronzo ! A loro rispondo … Si! … Stronzo e libero di aver capito; che un bambino che ti vomita addosso, merita sostegno e soccorso, ma non per questo posso dire che essendo mio figlio sono pronto a farmi vomitare addosso tutte le volte che lo desidera. Una moglie che non è più innamorata delle vibrazioni vissute ai “primi” incontri, è una compagna che non vibra più e non fa’ vibrare, forse riaccadrà o forse no. Una donna sensuale, o semplicemente femminile, mi alza il testosterone, e la ringrazio di farmi sentire vivo. Al semaforo, di solito, penso ai cazzi miei, ed in parte, facendolo, contribuisco all’elaborazione di quelle personali azioni e strategie, che potrebbero permettermi di vincere la sfida della gara ad eliminazione alla quale la società mi sottomette.

Quindi, Si! … Stronzo e libero di esserlo per vivere pienamente, successi e sconfitte, emozioni e traguardi, di una vita priva dei modelli che non mi appartengono.

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