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Le cinque buone abitudini che fanno guadagnare almeno 12 anni di vita

Le cinque buone abitudini che fanno guadagnare almeno 12 anni di vita

Se riuscite a non fumare, a bere poco, a mantenete il peso sotto controllo, a fare costantemente esercizio fisico e a seguire una dieta equilibrata  la vostra vita potrebbe allungarsi di 14 anni se siete donne e di 12 anni se siete uomini. Detta così sembra una promessa da imbonitore perché oltre un decennio di vita non è poco, invece è il risultato di una analisi condotta alla Harvard Chan School of Public Health su un campione di oltre 100mila uomini e donne e su un periodo di circa 30 anni. E non finisce qui, gli autori della ricerca, pubblicata su Circulation la rivista dei cardiologi americani, sostengono che le donne e gli uomini che adottano stili di vita sani possono contare rispettivamente  sull’82% in meno di probabilità di morire per patologie cardiovascolari e sul 65% di cancro rispetto a quelli che bevono, fumano, mangiano troppo e male e si muovono troppo poco.

LO STUDIO Concentrandosi sui 5 fattori di lunga vita – niente fumo, indice di massa corporea tra  18,5 e 24,9,  almeno 30 minuti al giorno di attività fisica, moderato consumo di alcol (massimo un bicchiere di vino al giorno per le donne e due bicchieri per gli uomini), alimentazione  salutare – i ricercatori di Harvard hanno esaminato 34 e 27 anni di dati su mortalità e storia clinica relativi rispettivamente a 78.865 donne e 44.354 uomini raccolti dal Nurses’ Health Study  e dall’Health Professionals Follow-up Study.

Il risultato? Chi non adottava nessune delle cinque regole di vita sana, all’età di 50 anni poteva contare su 29 anni di vita se donna, su 25,5 se uomo. Chi invece seguiva tutte le cinque regole del basso rischio poteva aspirare a 43,1 anni se donna e a 37,6 se uomo. Che fanno 14 e 12 anni di vita in più rispettivambete per i due sessi.  In 30 anni i virtuosi al massimo grado (quelli che rispettavano tutte le regole) hanno avuto il 74% di probabilità in meno di morire rispetto alle loro controparti, cioè i viziosi al massimo grado (quelli che i regole non ne rispettavano nessuna: i fumatori-bevitori-pigri -mangiatori eccessivi …).

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Facebook vuole fare concorrenza a Tinder

Facebook vuole fare concorrenza a Tinder

Facebook sta lavorando a un sistema di “dating” per conoscersi online e, se le cose funzionano, facilitare l’inizio di una relazione sentimentale. Durante la presentazione della nuova funzione, Zuckerberg ha scherzato sulle applicazioni per il dating già esistenti come Tinder, dicendo che la sua idea è di: “Creare relazioni vere e nel lungo periodo, non per incontri occasionali”. Per usare il nuovo sistema non sarà necessario scaricare un’applicazione a parte: sarà integrato direttamente all’interno della classica app di Facebook.

Sorgente: Facebook vuole fare concorrenza a Tinder – Il Post

Quelli che affittano famiglie, in Giappone

Quelli che affittano famiglie, in Giappone

In Giappone esistono delle agenzie che offrono dei servizi di noleggio di finti familiari: si possono noleggiare una moglie e una figlia con cui cenare a casa ogni sera se si è un uomo che soffre di solitudine, un padre per il proprio figlio che subisce forme di bullismo se si è una madre single o, più comunemente, finti genitori, finti fratelli o amici per un matrimonio. Un lungo reportage della scrittrice Elif Batuman sull’ultimo numero del New Yorker ha raccontato diverse storie sulle famiglie in affitto, sulle ragioni di una pratica che può sembrare strana e sulle difficoltà che nascono quando si paga qualcuno per fingere di volerci bene.

Le prime agenzie di noleggio di familiari aprirono alla fine degli anni Ottanta, cioè quando la società del Giappone divenne com’è anche oggi: pochi bambini, molti anziani molto vecchi e molti adulti senza famiglia, il cui numero nel 2010 ha superato quello delle famiglie nucleari. Nel 1989 Satsuki Oiwa, la presidente di una società di Tokyo che si occupava di formazione per gli impiegati delle aziende, cominciò a noleggiare figli e nipoti a persone anziane rimaste sole: l’idea gli venne perché alcune delle persone che frequentavano i suoi corsi si lamentavano di non aver tempo per andare a trovare i propri genitori. Si parlò molto del servizio offerto da Oiwa e in qualche anno più di cento persone noleggiarono finti familiari. Batuman cita il caso di una coppia di anziani che noleggiò un finto figlio per ascoltare le storie tristi del padre e un finto nipote per poter toccare la pelle di un bambino: il vero figlio viveva con loro ma non voleva ascoltare le storie del padre; il vero nipote era ormai cresciuto. Per poter passare tre ore con un figlio, una nuora e un nipotino a noleggio la coppia pagava l’equivalente di 900 euro.

In breve tempo il fenomeno delle agenzie che noleggiano familiari si diffuse al punto da entrare nella cultura pop: nel 1993 Misa Yamamura, una famosa scrittrice di gialli, pubblicò un romanzo in cui una donna anziana e malata si vendica del figlio che la trascura ipotecando la casa di famiglia e noleggiando un figlio, una nuora e un nipote sostitutivi; nel seguito del libro la donna viene uccisa e spuntano fuori due testamenti, uno dei quali a beneficio dei parenti finti. Negli anni sono usciti molti altri romanzi e altri film in cui i rapporti di affetto tra familiari sono sostituiti da altri tipi di relazioni affettive, in cui spesso c’entra uno scambio di denaro.

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Milano: licenziata perché malata di tumore

La storia che ci arriva da Milano è di quelle destinate ad alimentare polemiche e discussioni. Una storia che ci parla di un licenziamento alquanto discutibile [VIDEO] e che ironia della sorte cade proprio in prossimità del primo Maggio, giorno in cui si festeggia la festa dei lavoratori. Protagonista della vicenda è un’ausiliaria socio-assistenziale, di 53 anni, sposata, con un figlio studente che presta o per meglio dire prestava servizio presso il Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano, storica istituzione religiosa dedita all’assistenza agli anziani, con un contratto di 36 ore settimanali ed uno stipendio netto mensile di circa 1.100 euro.

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Alfa Romeo: la fine del modello MiTo si avvicina

Alfa Romeo: la fine del modello MiTo si avvicina

Troppo distante dal resto di gamma, premium, di Alfa Romeo, troppo parente stretta della Fiat Punto 199, troppo poco venduta nel suo segmento e poco popolare internazionalmente; troppo vecchia anche. Lascia quindi secondo una evidente logica, la propria linea di produzione italiana un modello nato quasi dieci anni orsono: Alfa Romeo Mito. A Mirafiori le ultime sono programmate entro l’estate, vendute poi gradualmente fino ad esaurimento. Sul mercato dal 2009, con picco di vendite iniziale nel 2010, aveva subito l’ultimo aggiornamento con l’edizione Urban in vendita da inizio 2018.

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ROMA : La banda di nonna Rosetta – parcheggiatori abusivi e prostituzione

ROMA : La banda di nonna Rosetta – parcheggiatori abusivi e prostituzione

La banda di nonna Rosetta: parcheggiatori abusivi e prostituzione

Parcheggiatori abusivi all’Eur e al Verano. Ma anche un giro di prostituzione a Pomezia e Torpignattara. Sono questi gli affari emersi nell’operazione ‘Tax Offer’ che fatto emergere una banda di 11 persone capeggiata da “nonna Rosetta”, una 71enne di origini calabresi.

Operazione ‘Tax Offer’: 11 indagati

Dalle prime luci dell’alba, tra le provincie di Roma e Latina, i Carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, tre arresti domiciliari e otto divieti di dimora nel comune di Roma con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, nei confronti di undici parcheggiatori abusivi, 4 donne e 7 uomini, indagati a vario titolo per il reato di “associazione per delinquere finalizzata all’invasione di terreni e all’estorsione, al favoreggiamento della prostituzione e all’immigrazione clandestina”.

“Nonna Rosetta” a capo della banda

A capo del sodalizio, Rosetta che gestiva l’attività in “maniera imprenditoriale” coordinando i compartecipi, assegnando a ciascuno le aeree di parcheggio di competenza, riscuotendo gli incassi dai sodali e disciplinando le intimidazioni nei confronti dei concorrenti o di parcheggiatori inadempienti.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal GIP del Tribunale di Roma, al termine di una complessa attività d’indagine diretta dal Gruppo della Procura della Repubblica coordinato dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti.

Il business dei parcheggiatori abusivi a Roma

L’indagine, avviata nel mese di ottobre del 2014, supportata da attività tecniche, documentazioni video-fotografiche e servizi di pedinamento svolti a riscontro, ha consentito di documentare l’operatività del sodalizio criminale dedito all’esercizio del servizio abusivo di parcheggio a pagamento in diverse aree pubbliche della capitale, prevalentemente nelle adiacenze del Palalottomatica, del Verano e dell’Eur.

Nel corso delle indagini sono state accertate le intimidazioni da parte del gruppo criminale che provvedeva all’allontanamento, anche con la forza, di eventuali parcheggiatori concorrenti per ottenere l’egemonia nel controllo delle aree pubbliche costringendo quindi gli automobilisti all’indebito pagamento di piccole somme di denaro per il parcheggio dei veicoli.

Affitti in nero e giro di prostituzione

Inoltre, gli indagati gestivano alcuni appartamenti, a Pomezia ed a Torpignattara, affittati “in nero” ad extracomunitari che si prostituivano favorendone quindi la permanenza clandestina nel Paese. L’organizzazione concedeva in locazione i suddetti immobili a quattro clandestini, tre transessuali ed una donna di nazionalità brasiliana, che esercitavano l’attività di prostituzione corrispondendo al gruppo criminale un cospicuo corrispettivo per l’affitto degli immobili.

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