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Spagna, proteste per la condanna per abuso e non per stupro

Spagna, proteste per la condanna per abuso e non per stupro

La corte di Navarra ha condannato cinque uomini per abuso sessuale e non per stupro perché nei video dell’aggressione la ragazza aveva un atteggiamento “passivo o neutrale”

La Corte della città spagnola di Navarra ha condannato a 9 anni di prigione 5 uomini per aver abusato sessualmente di una ragazza durante la festa di San Fermin, a Pamplona, a luglio 2016.

La violenza era stata registrata da uno degli aggressori.

I giudici hanno quindi deciso di far cadere le accuse di stupro e di condannare gli imputati solo per abuso sessuale.

Nella giurisprudenza spagnola vi è differenza tra l’abuso sessuale e lo stupro: il primo caso non prevede violenza o intimidazione.

I condannati, in custodia dal 2016, devono anche pagare alla ragazza 50 mila euro di risarcimento. La procura aveva chiesto più di 20 anni di carcere.

Sia gli avvocati della vittima che degli accusati hanno fatto sapere che ricorreranno in appello contro il verdetto.

Nel paese sono scoppiate le proteste in diverse città a seguito della sentenza.

“È una violenza sessuale, non un abuso”, hanno detto i dimostranti fuori dalla corte. Alcuni di loro indossavano dei guanti rossi in segno di protesta.

Le proteste contro il verdetto si sono svolte nelle città di Madrid, Barcellona, Siviglia, Alicante e in altre 12 in diverse località della Spagna.

I 5 imputati, tra i 26 e ai 29 anni e originari di Siviglia, e la vittima, di Madrid, non erano presenti alla lettura della sentenza.

Il processo è durato 5 mesi ed è stato condotto a porte chiuse per proteggere l’identità della vittima.

Nei video esaminati dalla Corte si vedono i 5 uomini mentre girano tra la folla presente alla festa. Due di loro portano la ragazza per mano in un seminterrato.

Gli uomini circondano la vittima, le tolgono i vestiti e hanno con lei un rapporto sessuale non protetto. Questo è quanto è stato dichiarato dalla polizia in un comunicato ufficiale.

Alcuni di loro hanno ripreso l’atto sessuale con i loro cellulari e uno ha postato il messaggio sul gruppo WhatsApp chiamato La manada (Branco di lupi) per festeggiare ciò che avevano fatto e promettendo di condividere presto altri video.

Uno degli accusati, Manuel Guerrero, è un poliziotto della Guardia Civil ed è stato anche multato per aver rubato il telefono alla ragazza dopo l’aggressione.

La vittima ha mantenuto un atteggiamento “passivo o neutrale” nelle scene, restando con gli occhi chiusi per tutto il tempo, secondo le dichiarazioni della polizia.

La ragazza era stata ritrovata sconvolta da una coppia nella strada vicina alla scena della violenza.

La vittima ha detto ai giudici di essere seguita da uno psicologo a causa del trauma persistente.

Alcuni degli uomini condannati erano presenti anche in altri video in cui avrebbero abusato di un’altra donna in stato di incoscienza.

Il processo ha generato molte polemiche in Spagna sin dai primi momenti: era spesso sembrato che sotto esame ci fosse la giovane piuttosto che i suoi assalitori.

Inoltre ha fatto molto discutere il fatto che una delle prove ammesse dai giudici sia il rapporto di un investigatore privato, assunto dalla difesa, nel quale si sostiene che la ragazza non aveva subito nessun trauma dal momento che in alcune immagini sorrideva con gli amici.

Sorgente: Spagna, proteste per la condanna per abuso e non per stupro

Roma, uccise la madre scambiandola per un fantasma: condanna a 17 anni

Roma, uccise la madre scambiandola per un fantasma: condanna a 17 anni
L’uomo – in cura per il suo stato psichico – è stato ritenuto colpevole di omicidio con l’aggravante della crudeltà. Prima dell’arrivo dei carabinieri ha provato a murare il cadavere della donna nell’intercapedine della sua villetta di Casal Palocco.

Ha ucciso la mamma con cinquanta coltellate, convinto che fosse un fantasma. Questa è stata una delle prime giustificazioni al delitto data da Gianluca Sari, 51 anni, condannato a 17 anni di reclusione per l’omicidio della madre Maria Grazia Cornero, 81 anni. La corte ha riconosciuto all’uomo l’aggravante della crudeltà. Sari è stato anche condannato con l’accusa di occultamento di cadavere.

Sorgente: Roma, uccise la madre scambiandola per un fantasma: condanna a 17 anni – Corriere.it

L’altra Milano, oltre i grattacieli …

L’altra Milano, oltre i grattacieli …

Come una spada conficcata nel cielo, la guglia aguzza della Torre Unicredit svetta in fondo a viale Zara, oltre il quartiere Isola. Il simbolo della Milano contemporanea domina il nuovo skyline insieme ai grattacieli di CityLife: la Torre Isozaki, la Torre Hadid e la nascente Torre Libeskind, dai nomi delle archistar che le hanno progettate. La città cool strizza l’occhio all’Europa e si proietta nel mondo con la sua movida, il Fuorisalone e il Bosco verticale di Stefano Boeri, piazza Gae Aulenti e la torre firmata Rem Koolhaas, appena inaugurata nella sede della Fondazione Prada. Ancora una volta Milano abbraccia la modernità, che diventa la nota dominante di una narrazione a senso unico.

Complice il degrado di Roma, il capoluogo lombardo si consolida come icona scintillante di progresso. In parallelo, però, alcuni scrittori, artisti, registi e autori di graphic novel costruiscono un contro-racconto potente e alternativo della città, ribaltano luoghi comuni, mettono in luce contraddizioni, si allontanano dal centro, mentre tutto si trasforma nello spazio di un mattino. Senza nostalgismi, ricordano il passato e celebrano i protagonisti di un tempo. La Milano impoverita dei figli degli operai di Sesto San Giovanni e del Giambellino, la Milano della “ligera”, la malavita milanese di Francis Turatello e Renato Vallanzasca, che ispirò Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, poi soppiantata da camorra e ’ndrangheta.

Sorgente: Ti racconto l’altra Milano, oltre i grattacieli – l’Espresso

Nuovo Autovelox: oltre alla velocità, vede uso cellulari e cinture di sicurezza

Nuovo Autovelox: oltre alla velocità, vede uso cellulari e cinture di sicurezza

Gli autovelox in linea generale, e come li consociamo tutti, sono le apparecchiature su postazione fissa o mobile che calcolano la velocità delle automobili e, nel caso in cui scovino una trasgressione rispetto ai limiti vigenti in quel determinato tratto di strada, consentono alle Forze dell’Ordine di comminare le multe. Con TruCam, adesso, l’autovelox supera il semplice utilizzo [VIDEO] riferito ai limiti di velocità. Il nuovo apparecchio, che è già ribattezzato come super autovelox, è in grado di registrare e fotografare ad alta definizione, autoveicoli che superano i limiti di velocità già ad 1,2 Km di distanza.

Una potenza ed una precisione che saranno garantite anche di notte ed in qualsiasi condizione metereologica. Oltre a misurare la velocità, TruCam potrà verificare se i conducenti degli autoveicoli che entreranno nel suo raggio di azione portano la cintura di sicurezza o utilizzano smartphone e cellulari.

Sorgente: Nuovo Autovelox: oltre alla velocità, vede uso cellulari e cinture di sicurezza

Per un sano “e sti cazzi” … leggo : Emilio Fede, “Dicono che mi sono rifatto? La prendo con umorismo. Ma la foto virale è colpa del grandangolo”

Per un sano “e sti cazzi” … leggo : Emilio Fede, “Dicono che mi sono rifatto? La prendo con umorismo. Ma la foto virale è colpa del grandangolo”

Emilio Fede irriconoscibile”, “L’ex direttore del Tg4 si è rifatto?”, “Ma cosa è successo alla faccia di Emilio Fede?”. Sono solo alcuni tweet nei quali gli utenti si sono chiesti cosa sia successo al volto del giornalista 86enne, che domenica scorsa è stato ospite di Massimo Giletti a Non è l’Arena su La 7. Molte le battute sul nuovo look del giornalista. “La prendo con umorismo, ma voglio chiarire che non mi sono mai rifatto. Quando sono andato ospite da Giletti a parlare di politica, qualcuno ha fatto una foto al televisore col un’inquadratura con grandangolo ed è diventata virale.

Chi è pratico di televisione o cinema lo sa: quando ti inquadrano da vicino, ti ingrandisci. Dalla foto che gira sui social sembra che io abbia due pomodori in faccia, una da una parte e una dall’altra, ma così non è”, puntualizza Fede a ilfattoquotidiano.it. “Questa vicenda mi ha travolto. Stamattina ero in treno e tutti continuavano a dirmi “ma non si è rifatto”

Sorgente: Emilio Fede: “Dicono che mi sono rifatto? La prendo con umorismo. Ma la foto virale è colpa del grandangolo” – Il Fatto Quotidiano

Occhio al dating online, per la Cassazione è già tradimento … Cazzo ! Dei Geni !

Occhio al dating online, per la Cassazione è già tradimento … Cazzo ! Dei Geni !

Iscriversi a Tinder e cercare attivamente l’incontro di una notte (o qualcosa di più ambizioso e duraturo). Fare un giro sugli sterminati siti e app di incontri, da Meetic a Gleeden passando per OkCupid, Badoo, Happn e compagnia. Senza mai trovare la scintilla giusta, e dunque senza mai organizzare un incontro né, eventualmente, consumare un rapporto sessuale extraconiugale. Tutto a posto? Non proprio: la semplice navigazione è sufficiente a giustificare una causa di separazione e a confermare, come racconta una decisione della Corte di Cassazione, l’assegno di mantenimento.

A nulla sono valse le argomentazioni di un ex marito bolognese che intendeva addebitare i costi della causa della separazione alla moglie e appunto di eliminare l’assegno. La sua tesi ruotava intorno al cosiddetto “abbandono del tetto coniugale” (previsto dall’art. 143 c.c. e dall’art 570 c.p.) visto che la donna, benestante e molto più giovane di lui, lo aveva scoperto a swipare a destra e a manca e a flirtare online con potenziali partner su siti simili a quelli citati all’inizio.

Sorgente: Occhio al dating online, per la Cassazione è già tradimento – Wired


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