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Nonno voglioso minaccia una prostituta per fare sesso – Non avendo soldi, le ha intimato di spogliarsi brandendo un coltello. L’80enne, denunciato, ha detto ai carabinieri: “L’ho sempre pagata nelle precedenti 150 prestazioni”

Nonno voglioso minaccia una prostituta per fare sesso – Non avendo soldi, le ha intimato di spogliarsi brandendo un coltello. L’80enne, denunciato, ha detto ai carabinieri: “L’ho sempre pagata nelle precedenti 150 prestazioni”

REGGIO EMILIA – Nonostante gli 80 anni suonati, non è riuscito a tenere a bada certe “pulsioni”. Non avendo soldi, tuttavia, ha minacciato con un coltello una prostituta cinese di 45 anni pretendendo di consumare una prestazione sessuale. Ovviamente, il nonnino incensurato è finito nei guai con l’accusa di tentata violenza sessuale e minaccia aggravata.

Da quanto appurato, l’uomo è un cliente “affezionato” della squillo, che si prostituisce nella sua abitazione nel quartiere di Santa Croce. Dopo aver concordato, ieri mattina, un appuntamento, il pensionato si è addirittura presentato in anticipo venendo respinto perché la professionista era impegnata con un altro cliente. Giunto finalmente il suo turno, dopo essersi accomodato in camera da letto alla richiesta della prostituita di darle in anticipo i soldi, ha tirato fuori un coltello intimandole di spogliarsi.

La donna, impaurita, inizialmente ha assecondato le sue richieste, ma è quindi fuggita uscendo da casa e iniziando a urlare, chiudendo la porta di casa tenendola poi bloccata dall’esterno. Quindi l’arrivo dei carabinieri, che hanno portato il pensionato in caserma dopo aver recuperato il coltellino. Ai militari l’uomo ha detto di aver perso la ragione alla richiesta dei soldi in anticipo: sebbene senza contanti, ha riferito di aver sempre pagato la squillo nelle altre 150 prestazioni sessuali da lei ricevute nel recente passato. Al termine degli accertamenti, è ovviamente stato denunciato.

Sorgente: Nonno voglioso minaccia una prostituta per fare sesso – Reggionline – Telereggio Reggionline – Telereggio

Rimini, sesso tra colleghi finisce in Rete – L’ex amante è stato condannato a due anni di carcere

Rimini, sesso tra colleghi finisce in Rete – L’ex amante è stato condannato a due anni di carcere

Rimini, 12 maggio 2018 – Fa sesso con il collega d’ufficio e il video fa il giro del web e dei siti porno. Due anni, con il beneficio della pena sospesa, è la condanna inflitta ieri pomeriggio a un 50enne riminese che si è sempre dichiarato innocente.

La relazione tra i due risale al 2008, quando la donna è in crisi con il marito. Una storia che dura poco, i due si lasciano e tutto sembra finito lì. Nessuno è venuto a conoscenza di nulla, e loro continuano le loro vite e a lavorare insieme. La ‘bomba’ scoppia cinque anni dopo, perchè è nel 2013 che un amico della donna la chiama per avvertirla che in Rete c’è un filmato che la riguarda. Nella ripresa c’è una signora che fa sesso con un uomo, il quale sta registrando con il telefonino. Il volto di lui non si vede, ma sul fatto che la protagonista sia lei non ci sono dubbi. Il filmato, l’avverte, ha fatto il giro dell’etere ed è finito anche su diversi siti pornografici. Lei si sente crollare la terra sotto i piedi, è disperata e sa che prima o poi quelle immagini arriveranno anche a suo marito. Non resta che ‘giocare’ d’anticipo, confessa tutto e va a presentare una denuncia. A finire nei guai è l’ex amante, l’unico, dice, con cui ha avuto una relazione extraconiugale. Lei non ricorda nulla di quel filmato, ma non può essere stato che quell’uomo a farlo. Non ci sono alternative. Ma l’incubo in cui è caduta è terribile, al punto che è costretta a cambiare pettinatura per non farsi riconoscere e a mandare il figlio in un’altra scuola.

Le indagini vengono affidate alla Polizia postale, mentre il collega d’ufficio finisce sotto inchiesta. Questo, difeso dall’avvocato Filippo Airaudo, nega a oltranza: lui non è il protagonista di quelle immagini, e tantomeno ha spedito un filmato del genere che tra l’altro ritrae solo le parti intime dell’uomo. Gli investigatori tentano di risalire al computer che ha inviato quella porcheria, ma per quanto cerchino alla fine sono costretti ad arrendersi. A quel punto il pubblico ministero decide di chiedere il rinvio a giudizio per l’impiegato riminese, con l’accusa di diffamazione aggravata, violazione della privacy, interferenza illecita nella vita delle persone e pubblicazione di oscenità.

Ieri pomeriggio è arrivata la sentenza del giudice che ha condannato l’uomo a due anni di carcere, con il beneficio della pena sospesa. Nel frattempo la donna, che nel procedimento penale non si è costituita parte civile, ha intentato invece una causa nei confronti dell’ex amante, chiedendo 150mila euro di danni. Il marito invece l’ha perdonata.

Sorgente: Rimini, sesso tra colleghi finisce in Rete – Cronaca – quotidiano.net

SelfieTette – Ritorna sui social la sfida della tetta soda per tenere bloccata una penna.

SelfieTette – Ritorna sui social la sfida della tetta soda per tenere bloccata una penna.

La non-nuova moda arrivava dalla Cina, ed era il 2016, investendo il mondo intero.

2018, ci risiamo, e le donne si sfidano a colpi di selfieTette, pubblicando foto del loro seno che sorregge una penna o un pennarello.

La sfida é quella di riuscire a tenere una penna, o altri oggetti che spesso fanno parte del loro beauty-case, evidentemente sotto il seno.

L’obiettivo é quello di dimostrare di avere delle tette generose e sode, e se la penna cade, il decreto é implacabile, non sono tette ma … mammelle!

In quel del 2016 Il gioco aveva preso mano, e le foto dilagavano su tutti i social, un po’ come oggi dilagano i labbroni da pesce palla davanti i cessi delle discoteche o davanti lo specchio di casa prima di uscire.

Il principio delle selfieste : Se hai un seno florido riesci a sorreggere la penna, e quindi sei più sexy !

Ecco qualche esempio datato 2016 :

 

Le meraviglie del sesso e i segreti della vagina

Le meraviglie del sesso e i segreti della vagina

L’articolo é dell’huffingtonpost.it – Ben fatto e da non perdere. Il libro é a mio avviso OBBLIGATORIO per uomini e donne … e già, a differenza del “post” penso che il libro dovrebbero leggerlo tutti, ma proprio tutti (e tutte).

E’ chiaro, che per gli uomini é fondamentale, ma molte donne non dovrebbero ignorarlo. Di seguito un ‘estratto, e come sempre, alla fine il link …

L.Cremonesi (12 maggio 2018)

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Le meraviglie del sesso e i segreti della vagina spiegati in un libro (che dovrebbero leggere gli uomini)

Gli incontri cambiano la vita, ma alcuni più di altri possono rivoluzionarla davvero. Quando si sono conosciute, Nina Brochmann ed Ellen Støkken Dahl, era l’inizio dell’autunno del 2011 ed entrambe erano giovani studentesse di medicina all’Università di Oslo alle prese con preservativi da infilare su peni di polistirolo bianco. Stringendosi la mano con le dita scivolose che odoravano di lubrificante, erano ben lontane dal pensare che da lì sarebbe nata un’amicizia e poi un progetto che le avrebbe portate ad essere conosciute in tutto il mondo. Nei due anni successivi viaggiarono in lungo e in largo per la Norvegia come educatrici sessuali lavorando con gruppi di professioniste del sesso, adolescenti e rifugiate, insegnando loro gli elementi base per conoscere il proprio corpo e vivere una vita sessuale sana. Sopraffatte dalla grande quantità di dubbi e preoccupazioni che aveva la gente, tra ansia, vergogna e insicurezza che incombevano sulle loro parti intime, decisero di aprire prima un blog – Underlivet, che in italiano significa zona genitale – e poi di scrivere insieme un libro che nel giro di poche settimane si trasformò in un vero e proprio caso editoriale nel loro Paese e, poco dopo, in tutti gli altri in cui è stato pubblicato. Si intitola “Il libro della vagina. Meraviglie e misteri del sesso femminile”, appena uscito anche da noi per Sonzogno nella traduzione di Cristina Falcinella.

Non è un romanzo, ça va sans dire, ma non è nemmeno uno di quei manuali antipatici, noiosi e di difficile consultazione perché riservati a pochi, ma un testo pratico ed interessante per le donne che spesso si pongono interrogativi seri su certi argomenti riguardanti il proprio corpo e la propria sessualità avendo poche fonti da cui trovare le risposte.

“Scriviamo principalmente per quelle signore che non sono certe di funzionare come dovrebbero, di avere l’aspetto che dovrebbero e di provare le sensazioni che dovrebbero”, ma – aggiungono – “scriviamo anche per quelle che già si sentono soddisfatte e fiere, ma che hanno voglia di imparare di più sull’organo straordinario che hanno tra le gambe”. I genitali, ribadiscono queste due autrici anche quando le incontriamo al Salone Internazionale del Libro di Torino “sono appassionanti” e la chiave di una buona sessualità sta in gran parte nella conoscenza dei meccanismi del nostro corpo, nel capire come funziona quella meraviglia che abbiamo là sotto”.

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Spara al trans dopo il rapporto sessuale: arrestato 81enne

Spara al trans dopo il rapporto sessuale: arrestato 81enne

Spara al trans dopo il rapporto sessuale: arrestato 81enne. Il 36enne brasiliano, che si prostituiva su viale Fulvio Testi, fu colpito a una mano: 60 giorni di prognosi.

Spara al trans dopo che ci aveva fatto sesso

E’ stato fermato ieri, mercoledì, dai Carabinieri della Compagnia di Porta Monforte, l’anziano residente a Milano, in zona Lorenteggio, riconosciuto come il responsabile del ferimento a colpi d’arma da fuoco di un 36enne di nazionalità brasiliana. L’uomo, transitando su viale Fulvio Testi, ai confini tra Milano e Sesto San Giovanni, aveva caricato in auto il transessuale, portandolo nel suo appartamento. Dopo aver consumato la prestazione sessuale, il 36enne era stato riportato nel punto in cui si prostituiva. Dopo circa un’ora e mezza, l’81enne era tornato in viale Fulvio Testi, esplodendo alcuni colpi di pistola. Uno di questi aveva raggiunto il transessuale a una mano.

Il ferito trasportato alla Multimedica

A lanciare l’allarme, quella notte, era stato un passante, che transitando su viale Testi aveva visto il transessuale sanguinante. Il 36enne venne poi trasportato alla vicina clinica Multimedica di Sesto San Giovanni. Sessanta i giorni di prognosi per lui.

Le accuse per il pistolero

I Carabinieri, subito dopo il ferimento, avevano avviato le indagini ipotizzando l’accusa di tentato omicidio. L’81enne è stato infine fermato con le accuse di lesioni personali aggravate e porto e detenzione abusiva d’arma. La pistola, però, non è ancora stata trovata. Rimane un giallo il motivo che ha spinto l’anziano a sparare: tra lui e il transessuale non c’erano stati degli screzi legati al rapporto sessuale.

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Il sesso non consensuale è stupro? Non per la maggior parte dei paesi europei

Il sesso non consensuale è stupro? Non per la maggior parte dei paesi europei

Abuso sessuale e stupro. La differenza tra i due concetti nel codice penale spagnolo ha portato alla contestata sentenza dello scorso 25 aprile, quando il tribunale della Navarra ha condannato cinque ragazzi a 9 anni di carcere per avere abusato sessualmente di una ragazza 18enne durante la festa di San Firmino, a Pamplona, nel 2016.

Secondo la legge spagnola lo stupro, al contrario dell’abuso sessuale, implica il ricorso alla violenza o all’intimidazione. Una distinzione alla base del verdetto di Pamplona, accolto da un’ondata di indignazione in tutta la Spagna. Da più parti è arrivata la richiesta di riformare la legge e di definire come stupro ogni rapporto sessuale non consensuale, aldilà del ricorso a violenza o intimidazione.

La legge spagnola non è però l’unica in Europa a non riconoscere un rapporto sessuale non consensuale come stupro. Anna Blus, membro di Amnesty International, ha dedicato la sua ultima ricerca alle leggi europee in materia e ha scoperto che solo sette paesi dell’Unione Europea hanno una legislazione che definisce come stupro ogni rapporto sessuale senza consenso: Regno unito, Belgio, Cipro, Lussemburgo, Islanda, Irlanda e Germania. La Svezia potrebbe aggiungersi a breve alla lista. A luglio il Parlamento dovrebbe approvare una nuova legge.

La definizione di stupro di Amnesty International si ispira al diritto internazionale in materia di diritti umani e fa riferimento alla convenzione di Istanbul, considerata la legislazione più completa in materia di lotta contro la violenza nei confronti delle donne. Secondo la convenzione l’assenza di consenso è alla base della definizione di stupro e “il consenso deve essere dato volontariamente”. Nonostante la convenzione di Istanbul imponga a tutti i firmatari di includere questa definizione di stupro nelle loro leggi, la maggior parte dei venti paesi europei che l’hanno ratificata non hanno ancora modificato la propria legislazione.

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