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Come una spada conficcata nel cielo, la guglia aguzza della Torre Unicredit svetta in fondo a viale Zara, oltre il quartiere Isola. Il simbolo della Milano contemporanea domina il nuovo skyline insieme ai grattacieli di CityLife: la Torre Isozaki, la Torre Hadid e la nascente Torre Libeskind, dai nomi delle archistar che le hanno progettate. La città cool strizza l’occhio all’Europa e si proietta nel mondo con la sua movida, il Fuorisalone e il Bosco verticale di Stefano Boeri, piazza Gae Aulenti e la torre firmata Rem Koolhaas, appena inaugurata nella sede della Fondazione Prada. Ancora una volta Milano abbraccia la modernità, che diventa la nota dominante di una narrazione a senso unico.

Complice il degrado di Roma, il capoluogo lombardo si consolida come icona scintillante di progresso. In parallelo, però, alcuni scrittori, artisti, registi e autori di graphic novel costruiscono un contro-racconto potente e alternativo della città, ribaltano luoghi comuni, mettono in luce contraddizioni, si allontanano dal centro, mentre tutto si trasforma nello spazio di un mattino. Senza nostalgismi, ricordano il passato e celebrano i protagonisti di un tempo. La Milano impoverita dei figli degli operai di Sesto San Giovanni e del Giambellino, la Milano della “ligera”, la malavita milanese di Francis Turatello e Renato Vallanzasca, che ispirò Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, poi soppiantata da camorra e ’ndrangheta.

Sorgente: Ti racconto l’altra Milano, oltre i grattacieli – l’Espresso

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